More servicesWindows Live
HomeHotmailSpacesOneCare
 
MSN
Sign in
 
 
Spaces home  Laico Conclave Dei Liber...PhotosProfileFriendsMore Tools Explore the Spaces community

Laico Conclave Dei Liberi E Giusti

Ci sono persone che dormono, mangiano, respirano, camminano, ridono, ascoltano, pensano, amano.... solo perché qualcuno o qualcosa li spinge a farlo.. Questo si chiama esistere.. Io, invece, ho scelto di VIVERE! "..E non aver paura di vivere....."
View space
Matilde
View space
Thomas
View space
Clelia
View space
vanessa
View space
francesca
View space
Benedetta
View space
sandy
View space
matteo

No list items have been added yet.
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
6/29/2008

NO ALLA PESCA ILLEGALE, AIUTA LA PESCA SOSTENIBILE..

La pesca illegale non rispetta le regole e nemmeno i pescatori, che delle risorse del mare vivono. Questa piaga ha ridotto al minimo gli stock ittici e ora a peggiorare la situazione per i pescatori "legali" si aggiunge il caro gasolio.

Il WWF è in prima linea per segnalare l’illegalità e un nuovo caso è stato denunciato insieme a Greenpeace: con documenti alla mano le due organizzazioni hanno dimostrato che nel mar Mediterraneo delle flotte di pescherecci hanno utilizzato degli aerei per la pesca dei tonni. Questo metodo è severamente vietato nel Mare Nostrum dal Diritto Internazionale, perché mette ancora di più in grave pericolo la sopravvivenza di questa specie già ridotta al minimo.


E ancora una volta un grande cetaceo, un Capodoglio di 12 metri questa volta, è rimasto intrappolato in una spadara, uno strumento di pesca fuorilegge da anni ma ancora largamente usata nei nostri mari, a causa di un’incoerenza della politica e della mancanza di assidui controlli.

I metodi di pesca illegale nel mar Mediterraneo minacciano la vita di molte specie tra cui delfini, tonni e pesce spada. E rendono ancora più grave la crisi del mercato ittico. Tante altre specie sono vittime di metodi di pesca non selettivi come le decine di migliaia le tartarughe che, ogni anno, vengono catturate per sbaglio.
  
Si stima che in Italia più di 8000 tartarughe vengano catturate con le reti a strascico e tra le 3000 e le 6000 o più con il palangrese derivante (lunghe lenze con migliaia di ami ed esche).

E’ necessario scegliere una pesca sostenibile, se vogliamo continuare ad utilizzare le risorse ittiche e poi bisogna fare ancora di più per assistere gli animali che rimangono feriti dalle reti.

Uno dei progetti sul campo più impegnativi è la gestione di diversi Centri di Recupero per tartarughe marine in tutta Italia: sono dei veri e propri ospedali che curano tartarughe in difficoltà, aiutaci a salvarle.

 

Per firmare clicca qui..
ArcobalenoPaCe&AmOrEArcobalenoNon si può rimanere indifferenti allo scempio che si sta compiendo nei nostri mari, nelle acque di tutto il mondo..Bisogna dar vita ad un sistema di pesca sostenibile che rispetti la natura, le specie viventi così come i pescatori onesti ed i consumatori..Fermiamo la pesca illegale, costruiamo un mondo sostenibile anche per la pesca..Stella

Canale su YouTube

Per tutti coloro che frequentano il tubo, ho aperto un canale su YouTube..Chiunque voglia scrivere, iscriversi, diventare amico, sfogliare i preferiti o anche solo passare per dare uno sguardo, la pagina è questa..
ArcobalenoPaCe&AmOrEArcobalenoUsa nessun metodo come metodo avendo nessun limite come limite..Stella

Una tranquilla giornata criminale..Le leggi canaglia del nuovo governo..

Leggi-canaglia

Una tranquilla giornata criminale

Come sarà la vita in Italia ora che saranno sospesi i processi per decine di reati? Un racconto firmato dall'autore di "La giostra dei criceti" (Einaudi, 2007) e "Sangue Marcio" (Fazi, 2005).

di Antonio Manzini

Avevo appena finito di massacrare mia moglie sbattendole la faccia contro lo stipite della porta (1) quando la vicina suonò il campanello di casa mia. Le aprii, voleva sapere il perché di tutto quel bordello. La presi a ceffoni e me la scopai seduta stante sulla poltrona di nonna buonanima (2) che tengo in ingresso per ogni evenienza. Le strappai la borsa (3) e uscii di casa rilassato per affrontare la mia giornata di lavoro quotidiano. Dentro la borsa solo venti euro. ‘Sta pezzente. Buttai tutto nel cassonetto. Non so, forse avevo esagerato con la sambuca nel caffè, ma quella mattina la testa girava come una giostra di calcinculo. In più mi ero scordato di mettere le lenti a contatto e gli occhiali mi s’erano rotti mentre trombavo la vicina. Presi lo stesso la macchina e imboccai la Cristoforo Colombo. Non vidi la vecchia col girello che stava attraversando sulle strisce e la speronai col muso della mia saab (4). Guardai nello specchietto retrovisore. Stava per terra e non si muoveva più, ma che col cazzo che mi fermai (5). Speravo solo non mi avesse rovinato il parafango che avevo appena cambiato per soli 700 euro, ma si sa i pezzi di ricambio della saab sono i più costosi sul mercato. Prima di andare nel mio ufficio decisi che era il caso di fare una puntatina da Gigi, il macellaio di via Ostiense. Quando mi vide entrare sbiancò. Io non dissi un parola. Tirai fuori la beretta che m’aveva regalato er Ciancicone (6) e la posai guardandolo sul bancone del negozio.
“Antò, me devi scusa… ma io adesso…”
“Hai rotto er cazzo.” Gli dissi “che c’eravamo detti?” gli avevo prestato settemila euro una settimana prima. E ora me ne doveva 14 mila (7) regolare, secondo le norme dei prestiti gli avevo chiesto anzi una percentuale di due punti più bassa rispetto a Pietro er Molosso. Mi guardò. “Nun ce l’ho Anto’”
“E vabbè. Io torno stasera. Ma stasera so’ 23 mila. Statte bene”
Uscii dal negozio. Solo che avevo bisogno di soldi, nel pomeriggio dovevo pagare l’anticipo a Giògiò e ai Mileto per entrare nell’affare. Tre camion aspettavano fermi sul GRA per scaricare la roba nella cava della Tiburtina e io non mi volevo far scappare l’affare. Dove le ritrovi duecento tonnellate di rifiuti radioattivi da smaltire (8) oggi la concorrenza è sleale. Allora mi infilai gli occhiali e entrai nell’ufficio postale. Tirai fuori la pistola coi numeri limati e prelevai tranquillamente una trentina di migliaia di euro (9). Avevo i soldi per Giogiò. Giogiò era proprio un caro amico. Due settimane prima c’eravamno fatti l’appartamento di suo zio, che era un collezionista, abitava in un attico a Trastevere senza allarmi. (10) C’eravamo conosciuti un anno fa, quando tenevamo segregata la figlia dell’industriale dei biscotti e avevamo usato casa di mia nonna buonanima per nascondere quella scassacazzi viziata (11). Giogiò è proprio un grande. Lui mi ha insegnato a fare entrare le albanesi (12) in Italia e metterle sulla strada a fare i soldi (13). Solo che è un business che lascio volentieri, non appena Paolo mi dice come sono andate le nostre cose…
Potevo andare in ufficio tranquillo a fare il mio lavoro.
Accesi il mio pc e mi scaricai una dozzina di film in prima visione (14). Poi mi ricordai del portiere del mio stabile. Era vecchio e ignorante, gli avevo appena soffiato temila euro (15) per dargli in cambio un po’ di quei ragazzini nudi sui quali la sera lui ci si ammazzava di seghe. Mi feci un giro e stampai una trentina di foto per Pierino (16) e mi domandavo che ci trovava nei ragazzini che facevano porcate ai vecchi? Ma a lui piacevano e pagava bene. Tanto basta, no? Aprì la porta del mio box il mio vecchio amico Paolo. Raggiante. La cosa era andata in porto. Ce ne andammo al bar Palombini a festeggiare. La nostra società non esisteva più. Eravamo riusciti a vendere 12 appartamenti di cui non eravamo proprietari grazie a un finto notaio che ci fece gli atti (17) poi Paolo stamattina aveva trasferito tutti i soldi a Nassau e ora, tranquillo, nel pomeriggio poteva andare a dichiarare bancarotta (18). Una roba da due milioni a testa. C’era da stare tranquilli per parecchi anni. Nessuno ci avrebbe visto né avrebbe saputo della nostra partenza per le lontane isole. Avevo due passaporti maltesi fatti dar cecato, il migliore sulla piazza (19), che avrebbero fatto perdere le nostre tracce. Era il momento di lasciare il paese per un po’.
Trovai casa vuota e un biglietto di mia moglie. Se n’era andata, la stronza. La cattolica dei miei coglioni. Però sei settimane prima quando ho portato sua figlia a casa di Lucrezia a sgravare quello schifo che si teneva in pancia, dov’erano le sue convinzioni religiose? (20) Vabbè, vai a fare del bene.
Prima di partire preparai una valigia e i documenti coi piani dell’azienda per cui lavoravo. Li avevo trafugati di notte grazie sempre a Giogiò e ora me li pagavano una discreta sommetta. Chiusi tutto in una busta e uscii a spedirla. Mi ricordai il macellaio. Ma ormai era notte e aveva già chiuso. Mi toccò andare a prendere una tanica di benzina e dargli fuoco al negozio (21) sticazzi dei ventimila euro, una spiaggia bianca e due milioni di euro mi aspettavano a nove ore di volo da Fiumicino.
Mentre portavo la mia saab all’aeroporto riflettevo sulla mia vita. Su come le cose si fossero messe bene. Gettai la sigaretta dal finestrino. Potevo andare a pensare che avrei scatenato il più grande incendio della pineta di Castelfusano di tutti i tempi? (22)
Finalmente al gate mi sedetti insieme a Paolo a sfogliare il Messaggero, che è l’unico giornale che riesco a leggere. E lessi. Avevano appena fatto una nuova legge che mi sembrava molto interessante. Paolo mi disse che non c’era più niente da temere. E che finalmente l’Italia stava diventando un paese come dio comanda grazie a quest’uomo che ci dava una mano concreta, mica chiacchiere. Berlusconi. Io penso che ce l’abbia mandato la provvidenza. Potevo tornare in Italia e stare tranquillo, continuare i miei affari, vivere felice e e libero in un bel paese democratico. Certo, mi sarebbe piaciuto aggiustare quel processo che ancora pendeva sulla mia testa, quando avevo corrotto un giudice patrimoniale (23). Ma poi scoprii che anche quello era un pensiero che non avevo più. Incredibile, ero nella stessa situazione del primo ministro. Mi sentii veramente importante se avevo gli stessi cazzi giudiziari che aveva lui, coi suoi miliardi e il suo potere. Mi si gonfiò il petto d’orgoglio. Ero sulla strada giusta. Chissà, magari un domani, su quella sedia a Palazzo Chigi…vabbè, non corriamo con la fantasia. Ci penserò dopo, al rientro, mi dissi. Intanto una vacanzina a Nassau non me la toglieva nessuno. Me l’ero meritata ecchecazzo!

1) Maltrattamenti in famiglia
2) Stupro e violenza sessuale
3) Furto con strappo
4) Omicidio colposo per norme sulla circolazione
5) Omissione di soccorso
6) Porto e detenzione di armi calndestine
7) Usura
8) Traffico di rifiuti e associazione per delinquere
9) Rapina
10) Furto in appartamento
11) Sequestro di persona
12) Immigrazione clandestina
13) Sfruttamento della prostituzione
14) Reati informatici
15) Circonvenzione di incapace
16) Detenzione di materiale pedo-pornografico
17) Falsificazione di documenti pubblici
18) Bancarotta fraudolenta
19) Detenzione di documenti falsi per l’espatrio
20) Aborto clandestino
21) Incendio
22) Incendio boschivo
23) Corruzione giudiziaria

(29 giugno 2008)

Link dell'articolo sul sito di Micromega

ArcobalenoPaCe&AmOrEArcobalenoCosa dicono ora tutti coloro che volevano più sicurezza e l'hanno votato???CHE CAZZO MI VENITE A DIRE ORA,CHE FA LE COSE PER L'ITALIA,PER QUESTO PAESE???SE NON FOSSE CHE TRA ME E QUESTI CRIMINALE CI SONO ANNI LUCE PRENDEREI TUTTI QUELLI CHE L'HANNO VOTATO PER AVERE PIU SICUREZZA E FAREI LORO TUTTO CIO' CHE VI E' NEI PUNTI SOPRA CITATI,COSI' POI VEDIAMO COME LA METTONO..IL NUOVO GOVERNO FASCISTA STA DISTRUGGENDO QUESTO PAESE, LA GENTE DEVE APRIRE OCCHI ED ORECCHIE E MOBILITARSI, NON SI PUO' RIMANERE A GUARDARE LO SFASCIO DELLA NOSTRA DEMOCRAZIA DA PARTE DI QUESTI INDIVIDUI..Stella
6/20/2008

20 GIUGNO: FESTA DELLA LAICITA'


Laicità. Alcune radici

www.queerblog.it
Di laicità se ne parla spesso. E molto di più in questo periodo di Pride. Non è da credere, comunque, che sia una certa qual moda dei nostri tempi. Tra i momenti storici della lotta per conquistare la laicità, ci sono le cosiddette stragi di Perugia.

Sotto il nome di stragi di Perugia vanno quegli scontri avvenuti il 20 giugno 1859 a Perugia durante i quali morirono valorosamente numerosi cittadini. Pio IX - che è pure beato - inviò truppe di mercenari svizzeri contro i cittadini, resistenti ma molto più spesso inermi, che si erano ribellati al dominio dello stato della chiesa. Fu un duro colpo per il potere temporale dei papi. Quasi trent’anni dopo Perugia fu decorata dal Re con la medaglia d’oro come città benemerita del Risorgimento nazionale.

Perugia non è nuova a questo tipo di lotta: basti pensare alla guerra del sale (papa Paolo III Farnese raddoppiò il prezzo del sale, che doveva essere comprato solo nelle saline pontificie, e i perugini iniziarono a panificare senza… ragion per cui ancora oggi nel capoluogo umbro si mangia ancora pane senza sale). Il 20 giugno è diventato per Perugia la festa della laicità. E c’è un Pasquino umbro che ogni anno realizza una pasquinata per commemorare l’evento. Quella di quest’anno riguarda la battaglia delle donne a difesa del diritto di essere libere di decidere del proprio corpo (lo scorso anno si parlava delle coppie di fatto).
Link al forum

ArcobalenoPaCe&AmOrEArcobalenoLAICITA' LAICITA' LAICITA'!!!Che bel giorno quando questo paese sarà finalmente laico, davvero laicoStella


Radicali Attivi: Il Primo Consiglio dei Ministri

Prende il via su MondoNuovoTV la rubrica 'Radicali Attivi', in cui i Radicali di Sinistra esprimeranno le loro opinioni sull'operato del Governo in carica e prenderanno posizione su situazioni e problemi del Paese. All'esame del primo comunicato, l'esordio operativo del nuovo esecutivo.
Il primo comunicato su Mondo Nuovo TV dei Radicali Attivi, sul primo consiglio dei ministri del nuovo governo.

ArcobalenoPaCe&AmOrEArcobalenoQuesto nuovo governo porterà allo sfascio il nostro paeseSole

5/14/2008

Fronte Veneto Skinheads: i Radicali di Sinistra contro una cultura fascista e xenofoba.


In questi ultimi giorni abbiamo sentito parlare di scavalcare antiche barriere e pregiudizi ideologici fra destra e sinistra, semplicemente pensiamo che non sia così semplice. L’antifascismo, anche dopo episodi sconcertanti come quello di Nicola Tommasoli, deve rimanere più vivo che mai ed i Radicali di Sinistra si impegneranno fortemente per fare in modo che non si propaghi sempre di più una cultura fascista e xenofoba nel nostro paese.
In questi giorni analizzeremo tutte le varie associazioni pseudo fasciste-naziste per far ben capire di cosa parliamo realmente e perché siamo sempre più preoccupati dello sviluppo di queste leghe e da settembre lanceremo diverse iniziative di carattere antifascista,invitiamo coloro che sono interessati a collaborare con noi ed a contattarci. Visto la ribalta che ha avuto in questi giorni (poiché un aggressore di Nicola era un loro membro) parliamo del Veneto Fronte Skinheads.
Il VFS è collegato al network neonazista internazionale "Blood & Honour", sangue e onore, attraverso l’etichetta discografica vicentina War Sound, già Tuono Records, di Andrea Bellini, un leader storico dell’organizzazione, e costituisce l’anima del circuito White Power Rock del nord-est, in grado di organizzare il suo primo raduno internazionale nazi-rock nel 1988.

Il Veneto Fronte Skinheads giunge agli onori della cronaca il 29 gennaio 1993, quando la Magistratura emette quindici avvisi di garanzia per ricostituzione del partito fascista nei confronti di altrettanti esponenti dell’organizzazione, nell’ambito della «Operazione Runa», volta a colpire il network nazionale di «Base Autonoma». Dopo questa operazione di Polizia il VFS è l’unica formazione del network a mantenere in vita il proprio tessuto organizzativo, ma i guai giudiziari sono appena cominciati.

Il 4 ottobre 1994 Puschiavo, il fondatore del Fronte Veneto, insieme ad altri sei aderenti all’organizzazione (tra cui Alessandro Castorina, componente della band nazi-rock Gesta Bellica), vengono arrestati con l’accusa di violazione della Legge Mancino. Tra gli episodi contestati l’esposizione di striscioni di stampo nazista allo stadio Bentegodi di Verona in occasione della partita Italia–Uruguay del 22 aprile 1989, l’organizzazione di una cena conviviale avvenuta il 18 aprile dello stesso anno in occasione del centenario della nascita di Adolf Hitler e, tra gli altri, l’affissione in piazza Bra a Verona di un manifesto che recitava: «Siamo un gruppo di giustizieri nazifascisti.
Rivendichiamo la nostra territorialità messa a dura prova con l’arrivo di questi cani negri che contaminano la nostra terra e che portano la loro droga nel sangue italiano».

La vicenda giudiziaria volgerà alla conclusione solo il 22 ottobre del 2004 con l’assoluzione di tutti gli imputati, attraverso una sentenza del Tribunale di Vicenza, presieduto da Giuseppe Perillo. Il Collegio, pur riconoscendo la natura dell’ideologia politica, economica e sociale del VFS, «che accoglie integralmente le note dottrine del totalitarismo nazista e fascista», ha ritenuto che i fatti oggetto del capo di imputazione, cioè l’enunciazione dei principi dell’associazione attraverso la diffusione della rivista "l’Inferocito" (bollettino ufficiale dell’organizzazione) e di altri volantini e manifesti per sostenere una visione storico-ideologica che accredita la superiorità della razza bianca, vanno analizzati e confrontati con l’articolo 18 e 21 della Costituzione: rispettivamente, il diritto dei cittadini di associarsi liberamente e la possibilità di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

In virtù di questi dettami costituzionali, secondo Perillo, può essere punito «non il contenuto del pensiero istigatore, ma l’azione pratica di questo, diretta ad influire sulla psiche della persona incitata, spinta ad operare, nella propria sfera di attività concreta, nel senso voluto (e frequentemente attuato come esempio da seguire) dall’agente».
Secondo la sentenza del Tribunale di Vicenza, la propaganda razzista del Veneto Fronte Skinheads non costituirebbe perciò una violazione della Legge Mancino, in quanto si sarebbe avvalsa «soltanto dell’efficacia persuasiva dell’argomentazione e della comunicazione, senza l’apporto di azioni concrete ed effettive di incitamento».
In realtà le «argomentazioni persuasive» del Veneto Fronte Skinheads si manifestano spesso attraverso forme che travalicano decisamente lo strumento della mera comunicazione ed è lo stesso Puschiavo a confermarlo nell’intervista concessa a Il Giornale di Vicenza di martedì 28 dicembre 2004. Alla giornalista che gli domanda se oggi sarebbe disposto a ripetere tutto ciò che ha fatto in passato «compresi gli errori, le pestate e gli slogan sui muri», Puschiavo replica: «Senta, credo sia chiaro a tutti che noi non siamo certo per la filosofia del «porgi l'altra guancia». Detto questo preciso anche che siamo sempre stati militanti di piazza e in piazza lo scontro può essere sempre imminente. E comunque ricordo che ogni nostra azione “pesante” era di riposta ad una precedente provocazione pesante».

Nel 2004 Puschiavo entra in Fiamma Tricolore e nell’ambito della stessa intervista concessa a Il Giornale di Vicenza, fa chiarezza sulla natura del legame che intercorre tra il Veneto Fronte Skinheads e la Fiamma Tricolore. Puschiavo motiva la sua decisione di entrare nel comitato centrale del partito di Romagnoli spiegando come fino a quel momento il Veneto Fronte Skinheads abbia agito «da una posizione rigorosamente extraparlamentare, sostenendo "collaborazioni" trasversali con i partiti che riteneva in sintonia con il proprio pensiero» e, con essi, portando avanti diverse iniziative con successo ma senza riscontri in termini politici. Da ciò, spiega, è emerso «il bisogno di raccogliere ciò che si semina e poi di quantificarlo». Quella di Puschiavo è una scelta individuale ma, come segue nell’intervista, riconosce che «il dialogo con la Fiamma, soprattutto a livello locale, c'è sempre stato ». In un’altra intervista piu recente al sito la destra.info alla domanda «Quali sono i personaggi e i miti di riferimento del tuo movimento?», Piero Puschiavo risponde «La lista sarebbe lunga, ma per rimanere alla storia più recente direi Benito Mussolini, Alessandro Pavolini, Ettore Muti, gli Eroi della RSI, del Piave, gli Arditi, i Corpi Franchi tedeschi dal 1919/21, Rossbach, e poi meglio che mi fermi…». Altri aspetti preoccupanti emergono dalla rivista Gnosis organo dell’Aisi (ex Sismi), che disegna il panorama «boneheads» o testerasate del Nordest come un «laboratorio politico dell’estrema destra italiana» , punto d’incontro tra gruppi politici, gruppi musicali e ultras.

Quanto ai fatti di Verona, il Veneto Fronte Skinheads in un comunicato «prende categoricamente le distanze dall'aggressione: il fatto che questo squilibrato mentale - scrivono riferendosi a Raffaele Delle Donne, il primo a confessare - dichiari di essere vicino al nostro ambiente e che indossasse un giubbetto tipo “bomber” la sera dell’aggressione o che abbia anche ipoteticamente assistito ad un concerto organizzato dalla nostra associazione, non significa assolutamente che abbia a che fare con noi». Poi, i cordiali saluti: «Feroci più che mai». Questi signori hanno anche il coraggio di dichiararsi estranei al tutto,non si sentono coinvolti,vogliamo solo ricordare alla magistratura quanto dolore provoca e provocherà l’esistenza di associazioni come queste,per giunta illegali,infatti la legge 20 giugno 1952, n. 645 “Norme di attuazione della XII disposizione transitoria e finale (comma primo) della Costituzione” che all'art. 1 recita: "si ha riorganizzazione del disciolto partito fascista quando una associazione, un movimento o comunque un gruppo di persone non inferiore a cinque persegue finalità antidemocratiche proprie del partito fascista, esaltando, minacciando o usando la violenza quale metodo di lotta politica o propugnando la soppressione delle libertà garantite dalla Costituzione o denigrando la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza, o svolgendo propaganda razzista, ovvero rivolge la sua attività alla esaltazione di esponenti, principi, fatti e metodi propri del predetto partito o compie manifestazioni esteriori di carattere fascista". Mentre l'art. 4: "Chiunque fa propaganda per la costituzione di una associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità indicate nell'articolo 1 è punito [...]" Speriamo che questa inutile morte di Nicola possa cambiare qualcosa,in ogni caso il nostro gruppo politico continuerà a fare sempre Resistenza,con le parole e la cultura,non con la violenza come preferiscono fare altri.

Pietro Affaitati
Comitato Politico dei Radicali di Sinistra
Coordinatore regionale del Lazio

link

Arcobaleno